Fin dal 1976, anno in cui venne promulgata la famigerata legge 24 della Regione Siciliana sull’addestramento professionale dei lavoratori, è stato praticato ed ha sempre più preso piede quello che si potrebbe definire quasi uno “sport”: il “dagli addosso alla formazione”.
Ciò che è successo nei lunghi anni dall’uscita della legge – è vero – ha favorito il proliferare degli appassionati di questa attività. La crescita esponenziale del numero degli operatori, le magagne commesse da alcuni enti e dai loro dirigenti privi di scrupoli, l'abnorme quantità di enti accreditati - magari senza avere tutti ma proprio tutti i requisiti - sono elementi che inducono lecitamente a pensare male o, in taluni casi, all'indignazione.
Molto spesso, tuttavia, la stampa ha "cavalcato" la generale consapevolezza delle storture di un sistema che, siamo noi stessi i primi a dirlo, necessita di una revisione importante.
Molti quotidiani, per esempio, (alcuni importanti, altri molto ma molto meno) periodicamente pubblicano servizi in cui, più che "dare addosso", sparano letteralmente "a zero" sulla formazione professionale siciliana.
L'omogeneità dei contenuti - negli anni - di questi servizi potrebbe lasciar pensare ad un mero "copia e incolla" con qualche piccolo aggiornamento sulle cifre e sulle date. Oppure ad un marginale ruolo di "riempitivo", da utilizzare per servizi non pervenuti in tempo o per rivitalizzare pagine troppo poco appetibili.
Non siamo giornalisti, ma operatori della formazione professionale, sia chiaro.
Eppure è vero - nonché lecito - che troppo spesso ci siamo sentiti ingiustamente accusati e "infilati" in un unico calderone, dove non si fanno "distinguo", dove non si citano "tutti" i numeri, dove non si ricorda che quando si parla di Tizio, Caio e Sempronio sarebbe opportuno citare anche Mevio, Filano e Calpurnio e dove - infine - talvolta ci si dimentica che, sebbene il comma 4 dell'articolo 2 del "Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica" precisa che "il giornalista può conservare i dati raccolti per tutto il tempo necessario al perseguimento delle finalità proprie della sua professione" sarebbe opportuno - proprio in nome della deontologia - che, periodicamente, quei dati vengano "rinfrescati".
Magari aggiungendone di nuovi.
Il sito Anfe Sicilia è un sito "di servizio" e le nostre reazioni agli articoli comparsi su alcuni quotidiani (soprattutto di quelli appartenenti alla categoria "molto ma molto meno importanti") sono state le solite: "tirare dritto" e continuare a lavorare.
Non abbiamo sfruttato - a scopo diciamo così, "demagogico" - le centinaia di pagine uniche visitate ogni giorno dai nostri utenti per pubblicare smentite e precisazioni, non abbiamo aperto "blog" d'opinione, non abbiamo avviato nessuna procedura per diffamazione.
Ma, quasi approfittando del sedicente giornalista che recentemente - probabilmente dopo una notte insonne - ha scritto una marea di inesattezze sull'Anfe Sicilia, abbiamo dato seguito ad una nostra idea e deciso di pubblicare su queste pagine una rubrica che "racconti" e illustri le storie degli allievi - di alcuni tra essi - dei nostri corsi di formazione professionale.
Dalla Lombardia (non trascuriamo questo aspetto: ha un sistema di formazione professionale abbastanza simile al nostro per numeri ed inefficienza), al Lazio, dalla Calabria alla Sicilia, la formazione professionale si presta alla redazione di documenti che gridano allo scandalo?
Ne prendiamo atto e ci dichiariamo preoccupati.
Non solo: siamo pronti a dare il nostro contributo di idee per una eventuale revisione dell'intero sistema e della legislazione siciliana in materia.
Nel frattempo, però, lasciate che ci togliamo la soddisfazione di mostrarvi cosa ha prodotto la "nostra" Formazione Professionale (le maiuscole non sono un errore di battitura).
Avevamo immaginato un titolo che suonasse più o meno come "La formazione che funziona", oppure "Questa è la nostra idea di formazione" o ancora "Dedicato a chi non ha idea di cosa stia scrivendo a proposito dell'Anfe", ma erano tutti titoli fuori dal nostro abituale modo di pensare e di fare.Lontani dal nostro stile.
Così abbiamo deciso di "battezzare" questa rubrica semplicemente così: "Verso il lavoro".
Senza alcun tono polemico, senza alcuno spirito di rivalsa e con la pacata serenità di chi è consapevole di avere impiegato tempo e risorse, impegno e sacrifici, passione e dedizione verso un obiettivo preciso e soprattutto con la coscienza linda di chi ha speso il denaro pubblico nel miglior modo possibile, con questa nuova rubrica, che speriamo di aggiornare con frequenza settimanale, intendiamo farvi conoscere alcuni dei nostri ex-allievi che, in seguito alla partecipazione ad uno dei corsi Anfe Sicilia (iniziando da quelli che hanno partecipato ai corsi di grafica), hanno trovato la loro strada professionale un po' meno impervia.
Cliccare per credere sui nomi riportati in alto nella parte destra della pagina...
Autocelebrazione?
Forse. Sappiamo di correre il rischio.
Ma ci sta bene così.
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